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In effetti sono stata fuori
servizio per un paio di giorni, ma devo dire la verità, il mare era calmo,
anzi, un delicato movimento di onde e vento costante ci spingeva avanti
dolcemente, senza scossoni, senza mai cambiare e fermarsi… il respiro
dell'oceano… insomma, dopo un paio di giorni ho messo a tacere quella
sciocca vocina.
Quello non era il
Mediterraneo con i suoi repentini cambiamenti di vento e con le sue onde
fastidiose che ti scuotono sotto costa … avevo finalmente deciso di stare
bene e godermi questa traversata sino alla fine.
Lunge dormite alternate a
pisolini in coperta, al riparo del tendalino sempre montato durante il
giorno, leggere un libro o sorseggiare una bibita fresca; le attività
più faticose erano controllare lo stato della frutta e della verdura in
cambusa e preparare il pane o deliziosi piatti da gustare a pranzo o a
cena.
Sono state giornate tranquille… quasi tutte... una mattina come
le altre sul diario di bordo veniva registrato un singolare episodio... e
che sia di monito a tutti i profani come me: ero al timone, la giornata
splendida ed eravamo esattamente a metà Atlantico.
Davide era al carteggio che
parlava alla radio SSB, il quotidiano appuntamento sulla ruota di DJ, io
al timone (durante i collegamenti radio per evitare interferenze
spegnevamo tutta la strumentazione, e quindi anche l'autopilota; per
ovviare a questo inconveniente in seguito schermeremo l'apparato).
Ero attenta "solamente"
alla bussola e alzando gli occhi improvvisamente appare dietro un'onda, a
sinistra, a meno di 20 metri, un peschereccio: allarme, imminente rotta di
collisione.
" Davide vieni subito in
pozzetto, c'è una barca …"
Tra l'incredulità e lo
stupore, Davide interrompe velocemente il collegamento, prende il timone e
prontamente accosta a dritta al limite della strambata, evitando così un
violento scontro.
Davide rimane allibito sotto
lo sguardo indifferente del conduttore del peschereccio che fino a pochi
istanti prima era insieme al suo equipaggio, a poppa, a calare palamiti,
manovrando solo all'ultimo e rasentando la prua del Gindungo di pochi
metri.
Per lunghi minuti Davide non
ha pronunciato parola.
L'impatto appena evitato poteva tramutarsi in tragedia. Basta solo pensare
che in quel momento, se anche noi avessimo avuto l'autopilota inserito, la
collisione sarebbe stata inevitabile!
Dopo questo episodio ho
imparato ad essere attenta e vigile durante i miei turni.
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Sono rimasta affascinata dalle veleggiate che abbiamo fatto a bordo del
Gindungo avventurandoci nel Rio Paraguacu e all'isola di
Itaparica. Dopo due settimane trascorse in questa terra dove le palme
crescono anche in città eccomi ora in Italia dopo un lungo volo… di appena
11 ore; non vedo l'ora che arrivi settembre per raggiungere nuovamente il
Gindungo e partecipare al trasferimento da Salvador a Buenos Aires e da
Buenos Aires alla Terra del Fuoco.
A novembre in Las Palmas de Gran Canaria partirà la regata
ARC,
sarà questa occasione d'incontro per molti viaggiatori e vorrei lanciare
un appello: iniziare una raccolta di abbigliamento, scarpe, medicinali,
alimentazione di base (pasta, riso...), materiale scolastico, materiale
ortopedico ecc. nella zona dove abitualmente si risiede ed effettuare il
trasporto con i mezzi che ciascuno dispone fino alla base canaria di Las Palmas.
Se non sarà possibile effettuare il trasporto personalmente altri corrieri
lo faranno per noi.
Tuttora i Corrieri del Mare sono al lavoro con volontari operanti in Capo
Verde, in Senegal, in Gambia, a Panama, a Salvador de Bahia, in Costa Rica
e sono continuamente alla ricerca di volontari che nel loro paese possano
aiutare a costituire nuove basi di raccolta.
AIUTACI AD AIUTARE
A. S.
P. ed i Corrieri del Mare
Un aliseo solidale soffia nelle nostre vele
di Davide Freschi (con interventi di Andrea Marini)
Gennaio 2004 - È bastato un momento, una
sensazione, un idea per iniziare questa avventura, ed io, un
imprenditore di sogni, ritorno in Italia dopo un viaggio tra i ghiacci
della penisola antartica con un Sogno da realizzare, e nella mente il
progetto già prendeva forma: circumnavigare l’ultimo continente della
terra, il meno conosciuto dall’uomo, l’Antartide.
Una grande idea in tutti i sensi per raccontare ciò che di positivo
possiede l’uomo: la mente, la forza fisica,…ed un grande cuore!
Nasce così “Antarctica Sailing Project”.
Arriva marzo 2004, dopo il freddo dell’Antartide il Costa Rica,
per meditare un pò, e giunge aprile… volo in Italia ormai determinato
sul da farsi, mi metto in azione: cercare la barca adatta, cercare dei
partners, cercare degli sponsor…. la stesura del progetto, la
definizione di obiettivi precisi, la programmazione del budget…. quanto
lavoro!
Mi innamoro del Gindungo, divento armatore in quattro e
quattr’otto ed iniziano i lavori in cantiere.
Dico a Raffaele: in un mese ce la caviamo, una verniciata, cambiamo
qualche tubo, un paio di strumenti e dopo… un anno di lavoro
ininterrotto, senza sapere più cosa siano le domeniche, le feste, gli
orari (il mio orologio è rimasto appeso vicino al carteggio fino ad una
settimana fa)…. variamo il Gindungo nel cantiere Ulisse, nella darsena
Romana del porto di Civitavecchia uno splendido cutter tutto nero, con
bande, linee ed altri particolari arancione brillante; nessuno può fare
a meno di notare la barca da una distanza minima di dieci miglia…
Nei porti in cui attracchiamo la gente arriva e ci chiede di tutto, noi
raccontiamo, spieghiamo, siamo ovunque al centro dell’attenzione, la
barca è bellissima e coloratissima, ed io sono felice che sia mia.
Il progetto si evolve, partecipiamo ad eventi
nautici, navighiamo in Mediterraneo per testare la barca. Torniamo in
cantiere, questa volta vicino Napoli.
Al cantiere Pa.Val.Mar intraprendiamo delle modifiche importanti:
un repowering completo, l’istallazione di nuovi impianti necessari alle
future navigazioni e fondamentali modifiche strutturali sotto il
galleggiamento in previsione di rimanere bloccati dai ghiacci una volta
arrivati giù al Sud.
Gli obiettivi del progetto vengono definiti, è
deciso: nel progetto una ambiziosa impresa sportiva sposerà oltre alla
ricerca scientifica importanti obiettivi umanitari: far pervenire aiuti
lungo la rotta per l’Antartide, promuovere e partecipare a progetti di
sviluppo, creare connessioni per conseguire questi fini.
Siamo ormai ad ottobre 2005, ci
presentiamo al Salone Nautico di Genova, partiamo. Ad Olbia un pit stop
per caricare le ultime cose e la cambusa e via, si parte… (grazie Luigi
S., Giancarlo di Alcatraz ed Antonello di Porto Cervo). Ed ecco che
però, appena partiti un notevole ritardo viene registrato sulla tabella
di marcia: la meteo ci è contro, un NW 8 nelle bocche ci costringe ad
una veloce ritirata nel bellissimo Marina di Santa Teresa di Gallura
(grazie alla direzione del Marina per l’ospitalità e la gentilezza).
Da una radio privata della Sardegna mi chiamano
per un’intervista e mi chiedono dove sono arrivato, come stiamo, io
rispondo che sono seduto al bar con gli amici a bere una birra, a
S.Teresa, era la verità…. penso poi con tranquillità a ciò che negli
anni ho imparato: un bravo marinaio il brutto tempo lo prende in porto e
non me ne rammarico.
Poi le Baleari, e a Mahon ci
raggiunge mio padre, lui, marinaio superstite del triste e famoso
naufragio della Corazzata Roma, allora l’orgoglio della Regia
Marina, avvenuto in acque sarde il 09 settembre 1943.
Insieme a mio padre l’equipaggio del Gindungo al completo si reca nel
cimitero di Mahon: andiamo a porgere omaggio ai caduti della Nave Roma.
Nella commozione generale avviene la donazione della bandiera del
Gindungo per il Mausoleo dei patrioti caduti sotto i missili tedeschi.
Finalmente in gennaio siamo alle
Canarie, ma i budget scarseggiano… e rimango solo, non è la prima
volta e non sarà l’ultima. Il piccolo laboratorio del Gindungo rimane
senza strumenti, l’Unituscia abbandona, almeno per il momento.
Al Muelle Deportivo del Puerto della Luz di
Las Palmas il Gindungo galleggia pigramente sull’acqua, si riposa
dopo miglia e miglia di mare in faccia.
Le condi-meteo per riprendere la navigazione sono avverse. L’aliseo
sciopera e lascia dominare il vento del Sud.
Una mattina mi sento chiamare dal pontile, mi affaccio dal tambugio del
Gindungo e conosco Andrea, un’altro italiano in giro per il mondo, con
il suo progetto di vagabondaggio oceanico, lui e il Naso Blu, il
suo pittoresco cutter. Andrea vuole sapere tutto del mio progetto e
degli obiettivi umanitari, mi parla della sua associazione.
Succede qualcosa di eccezionale, da questo
incontro tra i rappresentanti delle due associazioni italiane Antarctica
Sailing Project e Naso Blu nasce l'idea dei CORRIERI DEL MARE.
Nasce un primo progetto parallelo a quello di Antarctica Sailing
Project.
Cosa succederà a breve, poche parole per incuriosirvi: Gindungo e Naso
Blu partiranno carichi di aiuti umanitari, troveranno a Capo Verde e in
Senegal rappresentanti di associazioni che li guideranno attraverso
paesaggi nuovi, fiumi, montagne e laghi, fino ai villaggi dove verrà
effettuata la distribuzione direttamente nelle mani dei bambini e delle
famiglie.
“Non esiste sogno senza la possibilità di
realizzarlo” diceva sempre mia madre. E qui inizia il cammino per
realizzarlo…
Arriva l’idea: costruire una base di raccolta
per gli aiuti da far pervenire direttamente a chi ne ha bisogno usando
come mezzo di trasporto la barca, … le barche, …tante barche.
Uno degli obiettivi del progetto Antarctica Sailing Project compie oggi
un passo decisivo ed il ritardo registrato sulla tabella di marcia,
nella lunga rotta del Gindungo, è ora ampiamente giustificato.
IL GIORNO 6 FEBBRAIO 2006 ALLE ORE 10:00 NASCE UFFICIALMENTE A LAS
PALMAS DE GRAN CANARIA, L'ASSOCIAZIONE LOS CORREOS DE LA MAR.
Ma chi sono i Corrieri del Mare?
Un associazione di persone che hanno preso la decisione di viaggiare e
vivere i luoghi del loro viaggio in modo riflessivo, osservando più a
fondo alcuni aspetti di questi paesi: realtà belle e realtà meno belle,
grandi ricchezze umane, grandi povertà materiali e culturali e a volte
tanta voglia di fare anche di fronte alla totale mancanza di mezzi.
Siamo tutti volontari e dedichiamo energie per
aiutare come meglio possiamo gente meno fortunata di noi: marinai,
studenti, lavoratori, viaggiatori si trasformano così in corrieri, in
insegnanti, impiegati, telefonisti, traduttori.... ognuno mette a
disposizione le proprie capacità e un poco del proprio tempo per
adoperarsi al conseguimento degli obiettivi individuati:
1) creare una rete di volontari che viaggiando raccolgono informazioni
su realtà necessitanti di aiuto e si trasformano in postini per
consegnare e distribuire gli aiuti
2) creare un sito web, archiviare informazioni, adesioni, istituire un
database internazionale per gestire dati ed attività dei “Corrieri Del
Mare”; pubblicare on air un database di imbarcazioni e volontari
disposti ad operare in quei luoghi dove è necessaria opera specializzata
di artigiani, medici, insegnanti, etc
3) organizzare basi operative, magazzini di raccolta e smistamento in
luoghi ad alta potenzialità funzionale
Inizia così il lavoro: si organizza una prima
base operativa di raccolta e smistamento di aiuti umanitari nel porto di
Las Palmas.
Nasce la collaborazione con altre realtà associative dell’isola che si
occupano di aiuti umanitari. Si riscuote il consenso delle autorità
governative locali.
Il consolato Italiano nella persona del Console Sig. Carlos di Blasio
si dimostra entusiasta alle nostre iniziative e collabora attivamente
fornendo contatti e accompagnandoci personalmente nella sede locale
della Caritas.
Arruoliamo volontari: studenti universitari, naviganti di diverse
nazionalità, lavoratori.
Siamo già tre barche, siamo già tre corrieri: Gindungo di
Antarctica, NasoBlu dell’associazione Naso Blu e Vela Bianca
di Doreen e Matthias, coppia tedesca in giro per il mondo, tre mezzi di
trasporto ecologici pronti a portare aiuti in Senegal, Gambia e Capo
Verde.
La sera si discute, si sta insieme; il Gindungo
con il suo scafo nero ed arancione attira l’attenzione, la sera è festa
con la gente che si ferma…e la pastasciutta italiana va a ruba.
Stabiliamo nuovi e numerosi contatti. Si parla
con i vicini di banchina, il Popolo del Mare approva: presto ci saranno
altre spedizioni.
Iniziano le corse: appuntamenti per organizzare una conferenza stampa,
riunioni con rappresentanti del governo Canario, Autorità Portuale,
Caritas, Croce Rossa…
Intanto Khaly, rappresentante di
un’associazione afro-canaria, insieme ai suoi collaboratori raccoglie
vestiti e scarpe per i bambini, riso, e quanto possibile per la prima
spedizione.
Ci siamo!!! I primi aiuti sono caricati a bordo delle barche ed il
lavoro viene filmato dalle televisioni spagnole.
Nel corso di interviste radiofoniche vengono
lanciati appelli di collaborazione: il popolo canario risponde portando
chili di riso ed altre cose direttamente sul molo del marina dove sono
ormeggiati il Gindungo e Naso Blu.
Martedi 31/01/06 nella sede del Real Club Nautico di Las Palmas
si tiene la prima conferenza stampa per la presentazione del progetto ai
mass-media: un giusto risalto viene così dato a questa iniziativa, da
periodici, quotidiani, radio e televisioni spagnole.
Questo nuovo flusso di energia porterà a vele
spiegate aiuti umanitari ai minimi costi, una dimostrazione di volontà
di fare che si concretizza nella maniera più semplice del mondo, un
esempio per tutti.
Passano i giorni, la prima spedizione sta per
partire… continuiamo a lavorare, scrivere, tradurre, telefonare e
camminare…tanto… Siamo già sette barche, siamo già sette corrieri:
Gindungo, NasoBlu , Vela Bianca , ed ecco anche
Almudena di Riccardo ed Almudena, lui italiano, lei spagnola; ....
di Horacio, spagnolo; Freja di Tim, marinaio danese;
Green Coral di Peter e Rosy, austriaci.
L’obiettivo umanitario di A.S.P. Antarctica
Sailing Project si concretizza: la divulgazione dei principi di
solidarietà e l’attivismo nell’aiutare a nascere realtà parallele che,
indipendenti o in partnership, conseguono le medesime finalità.
Io sono felice, Andrea anche, stiamo facendo un
buon lavoro.
Oggi Los Correos de La Mar è un’associazione a tutti gli effetti con
sede legale presso il Consolato Italiano in Gran Canaria e adesso
sappiamo come attuare gli obiettivi individuati in questo nuovo
progetto.
Obiettivi futuri: esportare risorse umane,
medici, infermieri, personale specializzato, artigiani, ricercatori,
volontari di ogni tipo…
Impossibile? Certo che no, una settimana e già
si è concretizzato un primo obiettivo:
Davide parte con Luigi sul
Gindungo ed il suo carico per Mindelo, Isla de São Vicente - Capo Verde;
Andrea parte per Dakar – Senegal con un altro carico; Doreen e Mathias
partiranno con Vela Bianca anche loro carichi di aiuti per il Gambia;
Riccardo ed Almudena partono per Panama; Green Coral andrà ai Caraibi.
Tim ed Horacio rimarranno in base con Jeanne, Martha, Ico, Alan, Delci,
Louis…
Grazie ai contatti del Console, il Rotary
Club dona latte in polvere, dal Lussemburgo ci sono attrezzature
ospedaliere da trasportare in Camerun…
Vele, Internet e telefoni satellitari, un connubio di tecnologia e mezzi
di trasporto ad impatto zero e costi minimi per aiutare popoli meno
fortunati di noi. Il collante: la forza di chi viaggia con la voglia di
scoprire, conoscere ed aiutare.
E’ ormai febbraio, e le prime spedizioni sono partite … il
primo atto di questa bellissima storia è già scritto.
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